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Le conseguenze sociali dell’uso di internet in adolescenza/2: l'ipotesi dell'autoapertura

Giulietta Capacchione avatar Mercoledì 11 Marzo 2009, 23:28 in Cyber-psicologia di Giulietta Capacchione
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Gli autori della review propongono la Internet enhanced self-disclosure hypothesis. Questa ipotesi prevede che gli effetti positivi di internet sulle connessioni sociali e il benessere soggettivo in adolescenza siano spiegati dal fatto che a) la comunicazione on line promuove l’autoapertura, b) l’autoapertura determina la creazione di legami sociali più profondi, c) la creazione di legami sociali più profondi si traduce in un benessere soggettivo maggiore. Per autoapertura si intende l'espressione esplicita di sentimenti, paure e vulnerabilità, in una parola la possibilità di parlare della propria interiorità.
internetadolescenti.JPG
Nella figura vengono esemplificate le tre assunzioni che sono effettivamente supportate, nella review, da numerosi studi. In basso nel rettangolo trovate invece dei fattori potenzialmente in grado di moderare il processo, essi sono: il tipo di tecnologia utilizzata, il genere e l’ansia sociale.
Per quanto riguarda il tipo di tecnologia utilizzata è stato dimostrato che gli effetti positivi sulla connessione sociale e il benessere si osservano solo in adolescenti che usano internet prevalentemente per mantenere amicizie esistenti o che usano soprattutto programmi di instant messaging (e le due condizioni hanno ovviamente un grosso margine di sovrapponibilità). Tecnologie finalizzate a instaurare nuovi legami e parlare con sconosciuti o forme più solitarie di utilizzo di internet come il mero surfing non hanno nessun effetto o hanno effetti negativi sulla connessione sociale e il benessere.
Per quanto riguarda il genere (e qui spero di non aprire delle interminabili discussioni: maschi e femmine sono diversi, facciamocene una ragione! :) ) gli adolescenti maschi sembrano beneficiare più delle femmine della comunicazione on line con amici esistenti. Hanno maggiori difficoltà delle ragazze nell’autoapertura face to face e beneficiano pertanto, più di queste ultime, della CMC.
Il terzo elemento, che è il più interessante di tutti e che ha fatto discutere per anni, è l’ansia sociale. Negli anni novanta si ipotizzava che internet attirasse soprattutto adolescenti con ansia sociale, ossia ragazzi così timidi e inibiti da trovare particolare sollievo in un setting comunicativo come quello della rete, che è meno impegnativo perché deprivato di alcuni elementi ansiogeni come il contatto oculare, il contatto fisico, la voce ecc..
Questa idea di internet come calamita per sfigati andò sotto il nome di ipotesi della compensazione sociale.
La tesi opposta della serie “il già ricco diventa più ricco ancora”, affermava invece che erano proprio gli adolescenti più estroversi, espansivi e socialmente competenti ad usare maggiormente internet: avendo già delle solide competenze sociali consideravano internet soltanto come uno dei tanti modi per tenersi in contatto con i propri pari.
Oggi la maggior parte degli studi supporta la seconda ipotesi, anche se ovviamente ciò non esclude che alla rete accedano anche tutti i timidi del mondo e che essi traggano qualche vantaggio dall’uso di queste tecnologie comunicative rispetto all’interazione faccia a faccia.

Paper originale | Social Consequences of the Internet for Adolescents 

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2 commenti
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13 Mar 2009
alle 00:07

Federico

come sempre, bell'articolo con citazione di una fonte autorevole. Brava!

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12 Mar 2009
alle 09:56

Roberto

Complimenti un post veramente interessante, credevo che la comunità scentifica fosse un po apocalittica riguardo internet e piu particolarmente riguardo social network chat e community, mi devo ricredere :)

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