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Il colpo di sonno alla guida: un pericolo da non sottovalutare/1

Giulietta Capacchione avatar Lunedì 25 Maggio 2009, 18:46 in Psicologia sociale di Giulietta Capacchione

La propensione al sonno è determinata dall’interazione di due fattori: il fattore omestatico e il fattore circadiano.
Il processo omeostatico produce un bisogno di sonno derivante dal trascorrere del tempo in condizione di veglia, aumenta costantemente nell’arco della giornata per essere “scaricato” quando ci si addormenta; più si protrae il periodo di veglia più si accresce la propensione al sonno e la facilità all’addormentamento.
Il processo circadiano è regolato da un orologio biologico interno, identificato nel nucleo sovrachiasmatico ipotalamico, che sincronizza il  ciclo sonno-veglia ed è a sua voglia continuamente modulato e influenzato da fattori esterni quali l’alternanza luce/buio e l’alternanza di carattere socio-economico attività/riposo.
Frutto quindi dell'attività sinergica di questi due processi, in condizioni normali la vigilanza presenta un rapido declino nelle ore serali, con una massima propensione al sonno (sonnolenza) fra l’una e le sei del mattino. Un altro abbassamento fisiologico della vigilanza si registra fra le 14 e le 17, indipendentemente dalla assunzione dei pasti: espressione di questa tendenza è l’abitudine al sonnellino pomeridiano (nap).
Ebbene, s
i stima che 1/5 della totalità degli  incidenti stradali sia causato dalla sonnolenza alla guida.
Gli incidenti stradali provocano ogni anno in Italia circa 8.000 decessi (2% del totale), circa 170.000 ricoveri ospedalieri e 600.000 prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero; rappresentano inoltre la prima causa di morte tra i maschi sotto i 40 anni.
Gli incidenti sonno-correlati avvengono, come prevedibile, esattamente in coincidenza con i picchi della sonnolenza, soprattutto di notte dalle 2 alle 6 del mattino e nel primo pomeriggio nelle ore post prandiali.
Questa tipologia di incidenti coinvolge tipicamente una persona sola, consta di sbandamenti o tamponamenti e non sono ravvisabili tracce di frenata.
Le persone più soggette ad andarvi incontro sono i più giovani (per ragioni correlate allo stile di vita), coloro che lavorano molte ore a settimana (più di 60) in sistemi di turnazione o di lavoro notturno, coloro che hanno disturbi del sonno e patologie legate al sonno e coloro che guidano per troppe ore e per distanze troppo lunghe.
La sonnolenza causa incidenti perchè rende difficile mantenere un livello di attenzione costante, rallenta i processi decisionali e aumenta il rischio di compiere errori nell’esecuzione del compito.
Sia i test di vigilanza psicomotoria, quelli di vigilanza uditiva e i simulatori di guida hanno rilevato la riduzione dei tempi di reazione, la diminuita capacità di rimanere all’interno della carreggiata, l’incremento di impropri attraversamenti della linea di mezzeria o delle linee laterali, una velocità di marcia non costante con accelerazioni e rallentamenti, l’incapacità di seguire una traiettoria. [continua]

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30 Mag 2009
alle 18:57

Riccardo

cavolol io ho rischiato la vita per un colpo di sonno, poco ci mancava che facessi un frontale con un pulman mi ha salvato un dosso :)

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