Conversazioni di psicologia contemporanea
Un' altra ricerca giunge alle stesse conclusioni (le parole vengono processate dal cervello lettera per lettera) con un procedimento completamente diverso.
Perea e Lupker hanno presentato alcune parole target chiedendo ai partecipanti allo studio di prendere una decisione lessicale: la parola che hai visto è di senso compiuto?
I soggetti dovevano premere due tasti (SI/NO) e ne veniva misurato il tempo di risposta. Queste parole erano precedute da una presentazione rapidissima (50msec e quindi non consapevolmente percepibile) di un’altra stringa di lettere. E' stato rilevato che se la parola target era USHER, i tempi di risposta SI/NO erano di circa 30ms più rapidi se la parola era stata preceduta dalla stringa “uhser” (trasposizione delle lettere centrali) rispetto a quanto accadeva se la stringa precedente era “ushre” (trasposizione delle lettere esterne).
I risultati di questo esperimento sono compatibili con l’ipotesi che anche le lettere centrali di una parola siano sottoposte a processamento, addirittura pre-attentivo.
Ma allora le parole sono riconosciute lettera per lettera o per intero?
Il dibattito è naturalmente apertissimo, ma può essere ricomposto e, se vogliamo, anche superato se pensiamo al fatto che le reti neurali funzionano in parallelo. Di fronte a un compito di lettura (come di fronte a tutti i compiti cognitivi) il cervello umano attua un’elaborazione simultanea di un numero elevatissimo di indizi (sequenza delle lettere, suono della parola, aspetto della parola, significato, posizione all’interno della frase, funzione logica, contesto e via discorrendo). I diversi indizi, elaborati contemporaneamente, si fondono gli uni con gli altri, riempiono i buchi informativi e contribuiscono a un vorticoso autocorreggersi e accomodarsi reciproco.
E’ questo il motivo per cui quando commettiamo un errore di battitura facciamo fatica ad accorgercene: gli altri elementi sono così pregnanti nella nostra mente che autocorreggono e "nascondono" percettivamente il refuso.
Per ritornare al meme da cui eravamo partiti, possiamo concludere che riusciamo a leggerlo con una certa facilità non perchè il cervello processa solo l'ultima e la prima lettera come affermato, ma perché la mole di indizi che ci fornisce è tale che la nostra mente corregge senza difficoltà le distorsioni presenti.
Paper | Perea, M., & Lupker, S. J. (2003). Transposed-letter confusability effects in masked form priming. (pdf)
Approfondimenti | Does the huamn mnid raed wrods as a wlohe? (pdf)
Letter position coding in printed word perception: Effects of repeated and transposed letters (pdf)
alle 22:19
Sempre lui
Ho letto un perchè mal scritto.. eh eh