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La mente che legge in uno stdiuo dlela Camrbidge Urnievristy/3

Giulietta Capacchione avatar Lunedì 4 Maggio 2009, 22:58 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione
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Nel meme di cui stiamo parlando effettivamente si afferma qualcosa che diversi studi psicologici hanno appurato: le persone non sembrano leggere le parole lettera per lettera tranne in una rara condizione determinata da lesione cerebrale chiamata appunto "letter-by-letter reading".
Gli studi suggeriscono infatti che l’informazione proveniente dall’intera parola gioca un ruolo importante nel compito di lettura. Ad esempio l’uso alternato Di MaIuScOlE e MiNuScOlE all'interno del testo scritto ne rallenta il ritmo di lettura, cosa che non dovrebbe verificarsi se ciascuna lettera fosse processata singolarmente e in sequenza. 
In un compito di riconoscimento di una lettera presentata precedentemente le persone sono facilitate se la lettera da riconoscere è presentata all'interno di una parola piuttosto che da sola.
E' il cosiddetto “effetto di superiorità della parola” di cui si può scaricare questa slide esplicativa
Download effetto_di_superiorit_della_parola.ppt 
Eppure queste dimostrazioni non implicano che la lettura non coinvolga alcun processamento a livello di singole lettere.
Pelli e colleghi hanno realizzato per esempio questa immagine nella quale le due diverse righe hanno la stessa energia totale di contrasto, intendendo con questa espressione il rapporto fra la luminanza di una lettera o di una parola e la luminanza dello sfondo.

wordrecognition.bmp

La soglia del visto e del non visto è rappresentata nello studio come contrasto o energia necessaria a un osservatore medio per identificare correttamente una lettera o una parola il 64% delle volte. Dato il medesimo livello di interferenza, che assomiglia allo schermo di un televisore guasto, l’individuazione corretta di una forma dipende esclusivamente dalla sua energia di contrasto.
Nella prima riga ("In the beginning was the Word") l'energia di contrasto è divisa equamente fra le lettere.
Nella seconda ("And the light shineth in darkness") è divisa equamente fra le parole e si "spalma" lungo la parola a seconda della sua lunghezza.
Come è possibile verificare, nel secondo enunciato le parole più corte ("and", "the", "in" ) emergono dallo sfondo e quelle più lunghe ("shineth", "darkness") addirittura scompaiono.
Questo suggerirebbe, secondo gli autori, che la nostra efficienza come lettori è inversamente proporzionale alla lunghezza delle parole che leggiamo e questo è compatibile soltanto con un'ipotesi di processamento delle parole lettera per lettera piuttosto che globale .  

[continua]                                   

Paper originale | Pelli, D. G., Farell, B., & Moore, D. C. (2003) The remarkable inefficiency of word recognition . Nature, 423, 752-756.

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