Conversazioni di psicologia contemporanea
L’acquisizione del linguaggio è il risultato degli imput linguistici provenienti dall’esterno combinati con delle “predisposizioni” umane a comunicare in certi modi.
L’unica maniera per capire quali aspetti sono controllati dall’esperienza e quali derivano da fattori innati è rimuovere l’imput linguistico.
Ovviamente questo non è possibile farlo sperimentalmente, ma ci si può avvalere delle naturali situazioni di deprivazione linguistica come quelle riguardanti bambini profondamente sordi, allevati in famiglie udenti nelle quali nessuno conosce un linguaggio dei segni.
Questi bambini non acquisiscono un linguaggio parlato e allo stesso tempo non vengono esposti a un linguaggio dei segni.
Di solito, spontaneamente e naturalmente, sviluppano sistemi di comunicazione gestuale idiosincratica chiamati “home sign”.
I partecipanti alla ricerca di cui parliamo oggi sono tre individui adulti di 14, 18 e 23 anni, profondamente sordi, che hanno sviluppato e usano da tutta la vita il proprio sistema di home sign e non hanno mai avuto nessun altro accesso al linguaggio.
Lo scopo dello studio è quello di comprendere se la categoria grammaticale astratta del “Soggetto” sia presente nel sistema di comunicazione gestuale di questi individui.
L'esperimento: Ogni home signer ha vicino una persona che è abbastanza fluente nel suo sistema gestuale e con il quale egli comunica regolarmente.
Gli stimoli sono costituiti da 66 eventi registrati della durata di 2-4 secondi. Ogni partecipante ha visto i videotape uno alla volta e ha descritto l’evento al proprio partner comunicativo. Tutti i gesti sono stati registrati e trascritti.
Il “soggetto” come è noto è la persona, l’animale, la cosa che compie l’azione (ruolo semantico di agent “L'uomo apre la porta”) o la subisce nei verbi passivi e più in generale è ciò di cui parla il predicato (ruolo semantico non-agent "la porta è aperta dall'uomo", "la donna è felice", rappresentato cioè da persona, animale o cosa che viene "agito" o "manipolato", o da persona che esperisce uno stato emotivo).
Nell’esperimento variavano i ruoli semantici (agent vs non agent), la tipologia dell’elemento (umano o inanimato) e il numero degli elementi coinvolti (uno o due).
I risultati: gli home signers hanno individuato e indicato sempre appropriatamente il “soggetto” dei segmenti video. Non hanno mostrato pattern diversi per indicare i ruoli agent e quelli non agent, ma li hanno indicati allo stesso modo producendo la dimostrazione dell’esistenza, nel loro sistema gestuale, di una categoria astratta di “soggetto”, indipendente dai ruoli semantici e dalle altre variabili presenti.
Tutti i “soggetti” inoltre sono stati prodotti nella posizione ordinale iniziale della sequenza gestuale, una caratteristica di posizionamento del "soggetto" comune a tutti i linguaggi umani.
Queste evidenze suggeriscono che diverse fondamentali caratteristiche del sistema linguistico umano, e in particolare la nozione di “soggetto”, sono presenti anche quando l’utilizzatore non è stato mai esposto a imput linguistici, sono quindi probabilmente innate.
In foto un ragazzo che usa il Nicaraguan Sign Language, linguaggio home sign sviluppato spontaneamente da una comunità di sordi in Nicaragua già dal 1970, diventato molto noto perchè ha costituito per i linguisti una possibilità unica di studiare un neolinguaggio.
E' anche vero però che esistono lingue in cui il soggetto non è all'inizio della frase. Penso al latino in cui spesso il soggetto compare a metà frase e al sardo dove incontriamo il "soggetto postverbale". Non so se il caso sardo sia unico ma è diffusissimo nell'isola.
alle 01:51
Fabristol
Anzi mi sono informato e ci sono molte lingue in cui il soggetto compare dopo il verbo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Verbo_Soggetto_Oggetto