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La posizione del corpo nello spazio aiuta a ricordare.

Giulietta Capacchione avatar Domenica 20 Settembre 2009, 20:45 in Psicologia cognitiva di Giulietta Capacchione
embodied cognition.jpg

Ricordare è un processo dinamico che consiste in una ricostruzione e rielaborazione dell’evento ricordato e non in un recupero più o meno parziale del ricordo da un archivio o da un magazzino.
Secondo le più recenti teorizzazioni i ricordi sarebbero "stoccati" sotto forma di tracce mnestiche, di frammenti (odori, suoni, dettagli visivi) ampiamente distribuiti nel cervello, ma collegati fra loro; basterebbe la riattivazione di uno solo di questi frammenti per rendere nuovamente "disponibile" un ricordo, magari dimenticato da tempo.
E' quello che accade a Proust con i biscotti ne "Alla ricerca del tempo perduto" e che accade a tutti noi quando, per esempio, annusando un certo profumo ricordiamo una persona o un luogo del passato.
Un gruppo di ricercatori della Florida State University ha scoperto che anche assumere una posizione del corpo nello spazio che "riproduce" quella che avevamo durante l'evento può aiutarci a ricordarlo in maniera più rapida e più accurata.
In altre parole, coerentemente con la nozione di embodied cognition (cognizione "incarnata"), poichè un evento cognitivo viene processato dal cervello anche nelle sue componenti propriocettive e motorie, è ragionevole attendersi che il suo ricordo diventi più semplice se riattiviamo queste componenti assumendo una posizione del corpo simile a quella che avevamo al tempo dell'esperienza originaria.
A me è capitato di fare un saltello per superare una pozzanghera e ricordare una rovinosa (e dimenticata) caduta della mia adolescenza.

Paper  |  Body posture faciltates retrieval of autobiographical memories.(pdf)

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6 commenti
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07 Mag 2012
alle 18:27

adele cusanelli

Mi capita di non ricordare un evento, sebbene sollecitata da altri con l'apporto di particolari specifici.In tali casi è alquanto difficile ricordare la posizione,come dire...la mimica assunta per valutare la capacità di recupero del "dato" perduto...E' un ingranaggio farraginoso! Se non si ricorda il fatto,come è possibile ricordare il come,il dove?Grazie.Adele.

 

5
31 Dic 2009
alle 14:19

Emma

Molto interessante... non so se è la stessa cosa, ma a me succede con i sogni: se durante il giorno faccio un gesto che ho fatto nel sogno, ecco che tutto l'episodio onirico mi torna in mente di colpo, anche se al risveglio non ricordavo niente!

4
10 Ott 2009
alle 13:04

Giulietta

Stupendo il tuo esempio Leila. Grazie! :)

3
09 Ott 2009
alle 23:29

Leila

Io non suonavo il clarinetto da più di dieci anni, sono tornata a lezione ieri. Ebbene, non riuscivo affatto a ricordare le posizioni delle dita per le note più acute, a meno che i miei occhi non guardassero quelle stesse note scritte sul pentagramma... allora le mie dita riproducevano "da sole" la posizione giusta. Invece, all'invito verbale "suona un re acuto", pur sapendo che nota è e com'è scritta... niente, non sapevo farla.

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28 Set 2009
alle 17:52

Demis

..e questo sarebbe una spiegazione alternativa di quella proposta da Alan Baddeley: per ricordare qualcosa è bene mettersi nella stessa situazione (fisica e psicologica) in cui si era appresa la cosa. Lui giustificava il miglior ricordo a causa dell'uso di diversi "landmarks" che, essendo condivisi tra luogo di apprendimento e luogo di richiamo, fungevano da appigli per aiutare il recupero dell'informazione (intendendo come "luogo" non solo la stanza d'esame ma anche, per esempio, il grado di alcool in corpo :p).

1
21 Set 2009
alle 02:20

lo noto coi sogni. quando mi corico la sera, se ho fatto dei sogni molto vividi, riprendendo la stessa posizione corporea, riesco a ricordare i sogni fatti la notte precedente


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