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Ictus e vita di coppia

Lucia Imperatore avatar Lunedì 15 Novembre 2010, 23:02 in Psicologia clinica di Lucia Imperatore

L'imprevisto verificarsi di un ictus non genera conseguenze solo dal punto di vista motorio o linguistico, ma comporta anche un cambiamento più generale nella qualità della propria vita. Ad esserne colpite sono anche e soprattutto i legami significativi della vita del paziente.

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Uno studio irlandese, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Nursing, mostra quanto una coppia possa risentire di cambiamento fisici, spcioloici, sociali ed emotivi, quando uno dei due partner viene colpito da un accidente cerebrale.

Lo studio si è sviluppato a partire dai racconti di 16 persone sposate sopravvissute ad un ictus, di cui 9 maschi e 7 femmine, con un'età compresa tra i 33 e i 78 anni. Gli aspetti indagati dalla ricerca riguardavano la sessualità, la confusione e il ribaltamento dei ruoli di genere e la presenza di sentimenti di rabbia e frustrazione che derivavano dalla mancanza d'indipendenza e dalla fatica di andare avanti.

"Tutti i partecipanti percepivano l'ictus come un evento che aveva cambiato loro la vita" ha affermato Hilary Thompson del Mullinure Hospital, coautrice dello studio con la Dottoressa Assumpta Ryan, della School of Nursing and Institute of Nursing Research presso l'Università di Ulster. "Essi affrontavano una battaglia quotidiana per raggiungere un qualche senso di normalità, costringendosi ad enormi sforzi fisici e mentali."

Quali i principali cambiamenti messi in evidenza dallo studio?

  • La compromissione della sessualità. Una 35enne sopravvissuta all'ictus con amarezza osservava: "Non si ha più il ruolo della moglie o del marito, ma un rapporto infermiere - paziente e questo non è molto piacevole". Il desiderio sessuale si riduce, probabilmente a causa delle terapie o della paura di avere un altro ictus. Un sessantunenne sostiene:  "La desidero vicino come amica, ma non come mia moglie".
  •   Molte donne perdono interesse nella cura del proprio aspetto fisico, indipendentemente dall'età. "Nessun interesse per i vestiti, nessun interesse per il trucco o per l'acconciatura. Spesso passano settimane in cui non mi lavo nemmeno i capelli" ha raccontato ai ricercatori una donna di 57 anni.
  • Ci si sente cambiati ed è presente maggiore irritabilità, rabbia, agitazione e intolleranza. Alcuni si sentono incapaci di controllare la propria rabbia e questo li getta in uno stato di scarsa autostima, colpa e disperazione. "Mi siedo e penso - perchè l'ho fatto?-. Ma questo non cambia niente, continuo a farlo" dice una donna di 62 anni. Molti dei partecipanti allo studio affermano che le loro sfuriate riflettono la loro frustrazione nel non sentirsi capaci di svolgere le attività quotidiane, anche solo farsi una tazza di caffè. Un uomo di 67 anni diceva che la moglie era una persona in salute e aggiungeva "perchè dovrebbe prendermi sul groppone?"
  • Gli atteggiamenti iperprotettivi dei partners sembrano incrementare i sentimenti di rabbia e frustrazione. Una donna di 78 anni spiegava che suo marito non le lasciava nemmeno il tempo di fare le cose che era ancora in grado di svolgere perchè "ha paura che io possa cadere."
  • Essere dissuasi dal fare le cose che si sapevano fare prima dell'ictus spinge i sopravvissuti a sentirsi demoralizzati e danneggia la loro fiducia, spingendoli ad essere più dipendenti. Un uomo di 72 anni diceva che lui adorava tagliare le siepi, voleva tenere in ordine il loro nido, ma quando aveva provato a fare qualsiasi cosa che fosse un pò più faticosa, sua moglie glielo aveva impedito.
  • Alcuni sopravvissuti affermano di sentirsi incapaci di continuare a svolgere il loro tradizionale ruolo maschile o femminile dopo l'ictus e questo modifica la propria percezione di sè e la propria identità. " Non sei più un marito come lo eri prima" diceva un uomo di 67 anni.
  • I sopravvissuti spesso si sentono al sicuro e comodi a casa propria, ma sono riluttanti a riprendere le attività sociali con i loro partners a causa di problemi di deglutizione, ansia e stanchezza.  Spesso i loro compagni cominciano ad uscire da soli e a frequentare le vecchie amicizie senza di loro.
  • La stanchezza è un vero problema per i sopravvissuti ed è spesso associata a una ridotta indipendenza e a senso di colpa. E' difficile per loro fare dei progetti, perchè non sanno come si sentiranno giorno per giorno. I più giovani hanno anche difficoltà a tornare a lavoro. "Non puoi più pianificare nulla." affermava un uomo di 46 anni.

Lo studio conclude con alcuni suggerimenti per i caregivers e per il personale che si occupa di questi pazienti:

  • l'assistenza e la formazione degli infermieri deve prendere in considerazione sia le conseguenze fisiche che psicosociali dell'ictus, così che la cura possa tenere presenti tutti gli aspetti e indirizzarsi sia ai pazienti che ai loro partners.
  • I professionisti della cura e i servizi devono riconoscere e essere sensibili al profondo impatto dell'ictus sulla sessualità e sulla funzione sessuale.
  • E' necessario mettere a disposizione per le persone che hanno avuto un ictus e/o per i loro partners, servizi di counselling sia per la fase acuta che per il decorso a lungo termine, per aiutarli ad affrontare le complesse problematiche sopraindicate.
  • Sarebbe necessario approfondire le conoscenze su come la cura può essere indirizzata specificamente ed efficacemente ai bisogni psicosociali di chi ha avuto un ictus.

Fonti:

- The impact of stroke consequences on spousal relationships from the perspective of the person with stroke. Thompson H S and Ryan A. Journal of Clinical Nursing. 18, 1803-1811. (June 2009).



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