Vuoi ridurre il desiderio dello spuntino pomeridiano? Pensa al pranzo!
Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 23:32 in Psicologia clinica
E’ stata appena pubblicata su Physiology & Behavior una ricerca dell’Università di Birmingham secondo la quale ricordare il cibo mangiato a pranzo può avere un effetto inibitorio sul desiderio di fare uno spuntino più tardi nel pomeriggio.
Mi piacciono molto questi studi perché possono consentire a chi è a dieta di sfruttare dei trucchetti cognitivo-comportamentali per aumentare le proprie probabilità di successo. Ho già scritto alcuni post sull’argomento come Perché mangiamo di più di quello che pensiamo e Il potere di UNO sull’ “effetto porzione”.
La ricerca di cui parliamo oggi è stata condotta effettuando tre esperimenti.
Nel primo i partecipanti sono stati divisi in due sottogruppi e sottoposti a due condizioni sperimentali: lunch today e lunch yesterday. In pratica i soggetti, invitati al setting sperimentale fra le 14:30 e le 16:30, hanno dovuto scrivere su un foglio A4 “nel modo più dettagliato possibile” ciò che avevano mangiato a pranzo il giorno stesso o il giorno prima.
Quindi hanno compilato dei questionari che valutavano la fame, la sazietà, il desiderio di mangiare e l’umore. Infine gli sono stati piazzati davanti tre bidoncini di popcorn contrassegnati dalle lettere A, B e C con popcorn contenenti diversi quantitativi di sale (niente sale, poco sale, molto sale).
Il compito esplicito per i partecipanti era quello di valutare la gradevolezza dei popcorn e giudicarne la sapidità su una scala ad hoc. In realtà i ricercatori miravano a quantificare quanto popcorn i soggetti mangiavano per portare a termine il compito…
I risultati hanno evidenziato che la quantità di popcorn consumata dai partecipanti nella condizione “lunch today” era inferiore a quella consumata dai partecipanti nella condizione “lunch yesterday”.
Ricordare dunque il pasto da poco consumato riduceva il quantitativo di snack che i soggetti gradivano mangiare nel loro presunto test di valutazione alimentare.
Inoltre non c’erano differenze significative tra i tre bidoncini nel quantitativo prelevato, suggerendo che l’effetto inibitorio del ricordo di un pasto recente non dipende dalla palatabilità dello spuntino.
Negli altri due esperimenti sono state indagate le interazioni su questo effetto inibitorio delle attitudini alimentari individuali e del tempo che intercorre fra pasto e spuntino. Li vediamo domani.
[continua]





