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Il concetto di distrazione covert è esemplificato dai paradigmi neuroscientifici della cecità al cambiamento e della cecità attenzionale. La cecità al cambiamento è il fenomeno per il quale le persone non notano che qualcosa all’interno di una scena è cambiato, anche se questo qualcosa è estremamente rilevante. E’ sufficiente che il cambiamento si verifichi durante una transizione temporanea: un battito di ciglia, un movimento saccadico dell’occhio, l’intermittenza di un’immagine. Provate!

Gli osservatori possono  non notare grossi cambiamenti graduali di una scena anche in assenza di interruzioni. Guardate questo bellissimo filmato che, come il precedente, fa parte della campagna informativa per la sicurezza stradale dei ciclisti londinesi

Un’altra prova piuttosto eclatante potete farla con il video ColourChanging Card Trick di Richard Wiseman.
La cecità attenzionale differisce dalla cecità al cambiamento in quanto non si verifica un errore di memoria, cioè le persone falliscono il compito non perchè non ricordano perfettamente la situazione pre-cambiamento confrontata con quella post-cambiamento, ma perchè non notano la comparsa di un oggetto inatteso che è pienamente visibile ad un certo punto dell’osservazione. Un oggetto che oltre ad essere pienamente visibile, è concretamente “visto” dagli osservatori (nel senso di guardato), ma nient’affatto visto nel senso di percepito consapevolmente.
Una dimostrazione classica e arcinota di questo fenomeno la diedero Simons e Chabris, la trovate qui e se non la conoscete vi consiglio di provarla, perchè lascia piuttosto di stucco. :)
Degli stessi autori è anche la strafamosa candid camera dell’uomo che non nota che è cambiato il passante con cui stava parlando dopo il passaggio di una grossa tavola di legno che ne aveva escluso per qualche secondo la vista.
E’ chiaro che fenomeni percettivi del genere rappresentano una ghiotta opportunità per maghi e prestigiatori. Essi utilizzano la distrazione covert manipolando proprio il riflettore dell’attenzione dello spettatore piuttosto che il suo sguardo, utilizzando principi simili a queli utilizzati negli studi di cecità attenzionale.
Ma come fanno esattamente? Un modo molto utilizzato è quello di modificare la salienza di un oggetto dividendo (split) l'attenzione del pubblico con l'introduzione di alcuni elementi o azioni contemporanei e concorrenti. Nel caso dell'illusione della pallina che scompare, descritto nel post precedente, abbiamo visto che questo è stato ottenuto con l'introduzione di indizi sociali come lo sguardo dell'illusionista, la sua voce e il linguaggio del suo corpo. [continua]

I maghi usano il termine generico “distrazione” per indicare lo spostamento dell’attenzione dell’osservatore dall’azione segreta, dal trucco all’effetto. La distrazione può essere applicata in maniera overt o in maniera covert. La prima indica i casi in cui il prestigiatore dirige lo sguardo dello spettatore lontano dal trucco, nella seconda invece ciò che viene allontanato dal trucco non è lo sguardo, ma il riflettore dell’attenzione dello spettatore (che potrebbe essere immaginato come la sua area di “sospetto”). Nel caso della distrazione covert infatti lo spettatore può guardare direttamente al trucco senza essere consapevole della sua presenza perché la sua attenzione è focalizzata altrove.
Nel novembre del 2006
su Current Biology è stato pubblicato uno studio a firma di Gustav Kuhn, della University of Durham (UK), e Michael Land, della University of Sussex (UK).
Sono stati coinvolti 38 soggetti e un illusionista che facesse il numero della pallina che scompare come potete vedere nel video numero 1.


In questa condizione sperimentale il 68% dei soggetti ha percepito la pallina lasciare la mano del mago, salire verso l’alto e scomparire, a dispetto del fatto che la pallina non ha ovviamente mai lasciato la mano dell’illusionista.
In una seconda condizione sperimentale, nel video 2, il numero dei soggetti che percepisce la pallina salire verso l’alto e scomparire si riduce sensibilmente.

Che cosa cambia fra una condizione e l’altra? Il movimento della testa e dello sguardo del mago.Nel primo video l’illusionista accompagna con la testa e con lo sguardo l’ipotetica collocazione spaziale della palla.
Tracciando i movimenti oculari degli osservatori con un eye-tracker, è stato dimostrato come effettivamente la maggiorparte delle persone abbia guardato innanzitutto il viso del mago al momento dei lanci. Inoltre, nel momento in cui la palla viene vista illusoriamente salire verso l'alto, ma è fisicamente assente, gli occhi degli osservatori non sono diretti allo spazio nel quale dichiarano di averla vista, ma restano ancorati alla pallina nella mano del mago, in altre parole hanno lo sguardo esattamente dove dovrebbe essere e cioè sul trucco.
Infatti il sistema oculomotorio, che governa il controllo motorio concreto degli occhi, non viene ingannato dall’illusione, ma è saldamente guidato dall’informazione visiva proveniente dalla palla.
Ma la percezione consapevole viene comunque presa in castagna, probabilmente a causa di uno spostamento del riflettore attentivo sulla posizione prevista della palla, come se l'attenzione si preoccupasse meno di quello che arriva effettivamente dagli occhi  e desse molta più importanza ai segnali sociali presenti sulla scena e alle aspettative percettive frutto delle esperienze del passato.
Si può percepire dunque una pallina che non c'è laddove ci aspettiamo che ci sia, e nonostante il fatto che i nostri occhi stiano guardano laddove c'è davvero!
[continua]

Gen 0922

Le illusioni ottiche di Jerry Andrus (Video)

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 18:53 in Video



Se avete problemi a seguire il parlato vi riporto la trascrizione, qui sotto.

Continua a leggere "Le illusioni ottiche di Jerry Andrus (Video)" »

Ago 0824

I pannelli di ombre di Drzach e Suchy

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 18:09 in Video


“Il nostro lavoro esplora la relatività della percezione e la dipendenza dell’apparenza dal contesto. Illustra il fatto che il messaggio comunicato all’osservatore può cambiare notevolmente al variare delle condizioni esterne.”
E’ quando affermano Drzach e Suchy nella presentazione del loro progetto artistico, costituito sostanzialmente da pannelli sui quali è possibile percepire due immagini diverse a seconda dell’angolazione con cui sono illuminati. Detta così sembra facile, ma guardatevi un po’ questo video e soprattutto la scheda su quello che serve per realizzare un oggetto d’arte del genere.


Il sito degli artisti
Non perdetevi neanche le stupefacenti sculture d’ombra di Tim Noble e Sue Webster.

Lug 0831

The (brief) last lecture of Randy Pausch (sottotitoli italiano)

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 18:15 in Video


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