Il cervello raccontato da maghi e prestigiatori/3: la distrazione attentiva
Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 18:32 in Psicologia cognitiva, SperimentalMente, Video
Il concetto di distrazione covert è esemplificato dai paradigmi neuroscientifici della cecità al cambiamento e della cecità attenzionale. La cecità al cambiamento è il fenomeno per il quale le persone non notano che qualcosa all’interno di una scena è cambiato, anche se questo qualcosa è estremamente rilevante. E’ sufficiente che il cambiamento si verifichi durante una transizione temporanea: un battito di ciglia, un movimento saccadico dell’occhio, l’intermittenza di un’immagine. Provate!
Gli osservatori possono non notare grossi cambiamenti graduali di una scena anche in assenza di interruzioni. Guardate questo bellissimo filmato che, come il precedente, fa parte della campagna informativa per la sicurezza stradale dei ciclisti londinesi
Un’altra prova piuttosto eclatante potete farla con il video ColourChanging Card Trick di Richard Wiseman.
La cecità attenzionale differisce dalla cecità al cambiamento in quanto non si verifica un errore di memoria, cioè le persone falliscono il compito non perchè non ricordano perfettamente la situazione pre-cambiamento confrontata con quella post-cambiamento, ma perchè non notano la comparsa di un oggetto inatteso che è pienamente visibile ad un certo punto dell’osservazione. Un oggetto che oltre ad essere pienamente visibile, è concretamente “visto” dagli osservatori (nel senso di guardato), ma nient’affatto visto nel senso di percepito consapevolmente.
Una dimostrazione classica e arcinota di questo fenomeno la diedero Simons e Chabris, la trovate qui e se non la conoscete vi consiglio di provarla, perchè lascia piuttosto di stucco. :)
Degli stessi autori è anche la strafamosa candid camera dell’uomo che non nota che è cambiato il passante con cui stava parlando dopo il passaggio di una grossa tavola di legno che ne aveva escluso per qualche secondo la vista.
E’ chiaro che fenomeni percettivi del genere rappresentano una ghiotta opportunità per maghi e prestigiatori. Essi utilizzano la distrazione covert manipolando proprio il riflettore dell’attenzione dello spettatore piuttosto che il suo sguardo, utilizzando principi simili a queli utilizzati negli studi di cecità attenzionale.
Ma come fanno esattamente? Un modo molto utilizzato è quello di modificare la salienza di un oggetto dividendo (split) l'attenzione del pubblico con l'introduzione di alcuni elementi o azioni contemporanei e concorrenti. Nel caso dell'illusione della pallina che scompare, descritto nel post precedente, abbiamo visto che questo è stato ottenuto con l'introduzione di indizi sociali come lo sguardo dell'illusionista, la sua voce e il linguaggio del suo corpo. [continua]





